DALLA CALABRIA AL MESSICO SUL FILO DELLA MALINCONIA

Dall’archivio del 21 gennaio 2016 

 

di Piero Gaeta *

Mexicanidad, il reportage fotografico di Renè Pangallo esposto al Palazzo della Provincia dal 5 al 10 gennaio, ha registrato un alto numero di visitatori e si è concluso con la visita di una delegazione di rappresentanti della sezione reggina di Italia Nostra. ;a la Mexicanidad va oltre la fotografia. E’ un concetto che prova a spiegare proprio il giovane Renè: “La Mexicanidad è la nostalgia dei messicani lontani dalla propria terra, la stessa che provo io”.

La mostra è allestita da Gloria Lo Dico, giovane laureanda in “tecnica della esposizione museale”  presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo; l’autore delle foto, un giovane messicano che vive a Reggio Calabria e studia a Milano, ha guidato i visitatori attraverso le immagini e i colori di una cittadina del Messico. I fotogrammi particolarmente suggestivi, hanno dischiuso la memoria di un passato nascosto nell’io profondo dell’autore ma sempre attuale nello sguardo di chi osserva. Dalla Calabria al Messico, andata e ritorno. Attraverso immagini bellissime ed una “mexicanidad” che ti avvolge e ti porta lontano.

Le foto sono state distribuite in una itinerario articolato e vario e si aprono simbolicamente con l’immagine di due bambini con i colori della festa; segue una delicata figura di madre che allatta un bambino sul marciapiede di una stazione ferroviaria: un’infanzia già adulta che si manifesta nel canto d un bambino con la chitarra, in cui musica e canto fanno parte della vita di ogni giorno.

 

E’ il racconto fotografico di un Messico con aspetti simili a quelli del Sud Italia e della Calabria che si snoda tra immagini vivaci avvolte da una soffusa malinconia. Emergono un mondo evanescente strappato al ricordo ed una ricerca insistenti delle radici che, partendo dalla rappresentazione dell’infanzia a volte negata, si chiude nell’immagine simbolica del vecchio sdraiato.

Renè Pangallo ha così spiegato le ragioni che hanno ispirato il suo reportage: “A Natale del 2013, dopo venti anni dalla mia partenza, sono tornato ad Oaxaca (Messico), città dove sono nato nel gennaio del 1989. Ho rivisto luoghi che solo in parte ricordavo e, attraverso le immagini fotografiche, h cercato di memorizzare e trasmettere le forti emozioni che ho provato. Ogni volta che guardo le mie foto mi sembra di sentire e vedere ancora adesso la musica ed i colori del Messico; questo mi fa sentire bene, mi fa sentire a casa mia, a Oaxaca”.

Renè Pangallo non è nuovo all’arte della fotografia. Ha partecipato a numerosi work shop  fotografici organizzati da Bluoceans d’intesa con Nazional Geographic con artisti di fama mondiale (Ernesto Bazan, Marco Pinna, Emiliano Mancuso, Alessandro Gandolfi, Sergio Ramazzotti, Davide Scaiola, Monica De Zen) realizzando reportage in Calabria, in Sicilia ed in Veneto. Ha già esposto in varie mostre collettive, per ultimo in collaborazione con Forma a Milano in occasione di “Out of Expo”.

Una frase di Sebastiao Salgado, esposta a corredo delle immagini fotografiche, sintetizza meglio di tante parole lo stato d’animo con il quale Renè Pangallo ha illustrato il percorso della mostra: “Le migliori immagini sono quelle che non ho scattato perché in quel momento ho abbandonato la macchina e mi sono cercato un angolo per piangere da solo”.

* Giornalista e capo redattore del quotidiano Gazzetta del Sud.

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